Morto Alberto Toni, Presidente Giuria PontedilegnoPoesia 2019

Una drammatica notizia scuote il mondo della poesia e di MirellaCultura in particolare. Alberto Toni è morto a Roma, dove era nato nel 1954 e dove ha sempre vissuto. Autore fra i più noti, ha pubblicato diverse raccolte di poesia, narrativa, saggistica, oltre a testi per il teatro. Aveva esordito nel 1987 con La chiara immagine. Tra gli ultimi titoli ricordiamo: Teatralità dell’atto (2004); Alla lontana, alla prima luce del mondo (2009); Un padre (2011); Stone Green (2014); Vivo così (2014); Il dolore (2016).

Alberto Toni era molto legato a PontedilegnoPoesia: era stato finalista nella prima edizione, poi ancora in quella del 2015, quando, proprio con Vivo così,aveva conquistato il secondo premio. Alla sua opera Legno è stato dedicato il totem installato nel 2016. L’anno scorso era entrato a far parte della giuria e quest’anno era stato designato ad esserne Presidente.

Nei giorni scorsi, con un post su Facebook, aveva avvertito gli amici che avrebbe dovuto interrompere per un po’ di tempo la sua attività per ragioni di salute. La fine è però giunta improvvisa.

Pontedilegno-MirellaCultura, nell’esprimere il suo dolore, stringendosi alla moglie Patrizia e a tutti i familiari, ha chiesto ad uno degli storici giurati del Premio, Vincenzo Guarracino, un ricordo di Alberto Toni.

Un uomo di grande fedeltà e coerenza, Alberto Toni, che se n’è andato lasciando tutti sgomenti, non più tardi di poche ore fa: fedeltà alla poesia e alla vita; coerenza con un’idea luminosa dell’amicizia e dei sentimenti.

Fedeltà e coerenza sintetizzabili nel modo con cui lui stesso in un testo recente aveva sintetizzato, in memoria, la vita di sua madre: “testimonianza di umanità”, parole e comportamenti, impressi nella sobria sostanza di ciò che veramente serve, in un modo di sentire e vivere il tempo come sentimento che lega in modo essenziale una comunità di spiriti oltre ogni apparenza e illusione. A rischio di “perdere un po’ d’ego”, ma deciso a dare senso e concretezza, in una dizione via via sempre più aspra e tesa, al “tempo dell’origine”, a un sistema di valori incarnato in figure fondanti della sua vita, in primo luogo quelle parentali, e nella “pietà per gli inascoltati”, nei “corpi da proteggere” dei reietti della vita e della storia.

Ecco, Alberto era così: uno capace di “accogliere il dramma dello spirito dell’uomo” nella rigorosa misura dei suoi gesti, per restituircene il senso nei versi di tante sue raccolte poetiche, fino all’ultima, recentissima “Non c’è corpo perfetto” (2018).