A LUIGI CANNILLO CON “DAL LAZZARETTO” IL PONTEDILEGNOPOESIA 2025

PONTE DI LEGNO - Luigi Cannillo si è aggiudicato il PontedilegnoPoesia 2025, edizione n. 16 del premio nazionale di poesia edita, organizzato da MirellaCultura con Pro Loco e Biblioteca Civica. Con il suo “Dal Lazzaretto”, edito da La Vita Felice, il poeta, saggista e traduttore milanese è salito sul gradino più alto di un podio che comprende anche il genovese Massimo Morasso, secondo con “Frammenti di nobili cose” (PassigliPoesia), e Marco Vitale, napoletano trapiantato da decenni a Milano, terzo con “La strada di Morandi”, anch’esso edito da Passigli. La sestina di finalisti, vincitori della selezione fra i 78 autori in concorso, era completata da Gianluca D’Annibali, Andrea Longega e Maria Pia Quintavalla.

   Proprio Gianluca D’Annibali, marchigiano, il più giovane tra i finalisti, con il suo “Poeti, migranti…ed altri insolenti (a braccia semiaperte)” - titolo di un libro di aperta denuncia politica e di aspra critica sociale - ha ottenuto il premio deciso con voto del pubblico e intitolato quest’anno alla memoria di Lorenzo Pataro, poeta calabrese morto a soli 27 anni nel febbraio scorso. A consegnarglielo è stato proprio il padre di Lorenzo, Fernando Pataro.

    Luigi Cannillo ha ricevuto dal sindaco Ivan Faustinelli il PontedilegnoPoesia 2025 perché “Il suo poema ‘Dal Lazzaretto’ è una sorta di freudiano romanzo familiare, in cui compaiono situazioni, personaggi e luoghi che apparentemente si riferiscono alla vita dell’autore, ma che assumono un aspetto universale. Muovendosi fra il dato storico e la dimensione personale, il poeta restituisce un ritratto evocativo, riscattando dall’oblio il valore della memoria”. É questa la motivazione con la quale la Giuria (presieduta da Eletta Flocchini e composta da Giuseppe Grattacaso, Vincenzo Guarracino, Giuseppe Langella e Nina Nasilli) glielo ha attribuito.

    Il premio Franco Loi-PontedilegnoPoesia alla carriera è andato quest’anno a Giuseppe Conte, ma il poeta e scrittore ligure non ha potuto essere presente per motivi familiari. Ha inviato un forte intervento scritto in cui sostiene, fra l’altro, che “la poesia ha oggi il compito immane di difendere e diffondere l’umano: la felicità, l’amore, la compassione, la pietà, la preghiera. Prima che la Macchina inghiotta tutto e tutto diventi cifra e algoritmo”.

   L’atto finale è stato la consegna del premio che MirellaCultura destinato al sociale e a personaggi e istituzioni che sono o sono stati parte attiva e illuminata della vita del Paese. Quest’anno è stato attribuito alla memoria di Gianni Prandini, politico bresciano, già ministro, scomparso nel 2018, “come riconoscimento di quanto fatto a favore della sua terra e non solo”.  Lo ha ritirato dalle mani di Andrea Bulferetti, presidente dell’Associazione, la vedova, signora Adele.

   La premiazione, alla quale è intervenuto il Prefetto di Brescia, Andrea Polichetti, ha chiuso una “tre giorni” durante la quale è stato inaugurato il dodicesimo totem del percorso culturale nella località turistica dell’Alta Val Camonica: è dedicato a Vivian Lamarque con all’interno la sua poesia “Il sole e mio padre a Pontedilegno”.